L’avv. Ruo parla su Il Dubbio, quotidiano dell’avvocatura italiana, della violenza endofamiliare nelle sue diverse accezioni

Io, operaia del diritto, dico: la violenza domestica è violenza di genere. Così è intitolato l’articolo pubblicato il 19.09.2020 su il dubbio, giornale dell’avvocatura italiana a firma dell’Avv. Maria Giovanna Ruo.

Nell’articolo l’Avv. Ruo parla delle diverse forme di violenza endofamiliare che un avvocato di esperienza pluridecennale e presidente di un’associazione tra le più rappresentative del settore (Cammino) ha incontrato nel corso della sua carriera.

L’analisi non si limita alla violenza domestica e di genere nella sua accezione più comune e diffusa, comunque trattata e la cui espansione non può che destare allarme (si pensi che alla data odierna, nel solo 2020 sono stati consumati circa 50 femminicidi) . Ma tocca anche altri fenomeni, quali, ad esempio: il fenomeno della violenza assistita, ossia la violenza perpetrata da un familiare nei confronti di un altro e a cui assiste un minore, che ha effetti devastanti sullo sviluppo di quest’ultimo; la violenza nei confronti degli anziani e disabili; la sindrome di rifiuto e di rigetto di un figlio nei confronti del genitore non convivente (c.d. “pas”) spesso alimentata e affatto contrastata dal collocatario. L’articolo tratta anche le applicazioni dell’affidamento condiviso che non sempre tutelano il diritto dei figli minori alla relazione con il padre, considerata ancora troppo spesso con il filtro di stereotipi culturali inadeguati.

L’avv. Ruo evidenzia anche le criticità di un sistema giudiziario e processuale che, nei fatti, non permette una rapida ed effettiva tutela delle vittime di violenza, a causa della sua farraginosità e inefficienza che comportano spese ingenti e tempi estremamente dilatati.

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